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Gruppo Facebook
Niente
come tornare in un luogo immutato
ci fa scoprire quanto siamo cambiati.
Nelson
Mandela
Ti chiedo scusa
preventivamente per il tempo che ti sto rubando, ma non è semplice in
poche righe su Facebook far arrivare il senso dell’attività di Mulinelli
di sabbia onlus. Qui è possibile farlo in modo più esteso e articolato.
Per tutti quelli che
già ci seguono da tempo, questa lettera è solo un ulteriore fraterno
ringraziamento e un grande abbraccio.
Per tutti gli altri
rinnovo l'invito a partecipare al pranzo solidale, che altro non è che
il luogo in cui amici e sostenitori si incontrano una volta l'anno per
essere informati sui progetti in essere e su quelli futuri.
Dopo diverse
esperienze, anche di autoproduzione del pranzo, da alcuni anni ci
ritroviamo in un ristorante bello e accogliente, immerso nel parco del
Ticino, vicino a Oleggio, a circa 35 minuti da Milano.
Partecipando,
potrete trascorre una giornata serena, utile ai nostri progetti (una
piccola quota per il pranzo e la vendita di oggetti prodotti per noi in
Kenia e Eritrea, costituisce il nostro margine operativo) e, visto che
mi sono rivolto a te attraverso Facebook, con il piacere di ritrovare
amici che non vediamo da molti anni.
Mi rendo conto che
per tutti noi è un momento particolare. La crisi colpisce molte
famiglie. Tutti conosciamo parenti o amici in difficoltà e proviamo
timore rispetto al futuro prossimo e a quello dei nostri figli.
Sarebbe più facile
tentare di coinvolgerti raccontandoti alcuni tra le centinaia di
aneddoti che ho vissuto in questi anni in Africa. Per una volta, invece,
utilizzo una metafora.
Tanti anni fa quando gli U2, erano ancora una rock band, pubblicarono “The
Unforgettable Fire”. Erano gli anni in cui, anche dentro di noi,
ardeva un irrefrenabile, inestinguibile fuoco. Sogni, energia, la
certezza di avere tutte le ragioni dalla propria porta, di possedere la
chiave per cambiare il mondo.
Poi è arrivata la
vita, la realtà.
E adesso che il
nostro sistema sociale ci schiaccia con un materialismo soffocante,
stentiamo a ritrovare la brace di quel fuoco. Io non ho certo la
soluzione, anzi sono uno sconfitto già dal 1989.
“No
surrender”, scriveva e cantava Springsteen: è in qualche modo la
sintesi del mio percorso, della mia rotta.
Oggi andare in
Kenia, Eritrea, Somalia, Uganda, Tanzania, Sudan, mi dà la possibilità
di sostenere fattivamente degli esseri umani. Quando poi racconto le
nostre esperienze agli alunni delle scuole, all'interno dei nostri
progetti di scambio interculturale, ho la segreta speranza di poter
contribuire a costruire, attraverso i nostri figli, un mondo diverso e
più equo. Magari migliore.
Rivederti e
rivederci tutti sarebbe già una gioia. Che poi questo aiuti i nostri
progetti sarebbe davvero un regalo enorme.
Grazie per essere arrivato
fino a qui. Ti manca solo un altro piccolo passo per.......
Massimo
p.s. rispondo a tutti meglio
se dalla mail: massimo.idda@alice.it
Per
partecipare clicca
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